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Coop. Phralipè



i motivi
 La condizione lavorativa dei Rom, Sinti e Camminanti non può che essere definita problematica a causa delle difficoltà di inserimento che essi costantemente incontrano.

Difficoltà generate dalla scarsa qualificazione professionale, dai problemi di lingua e alfabetizzazione che essi hanno ma anche dalla marginalità sociale nella quale vengono a trovarsi. Una marginalità che investe tutti gli aspetti legati alla condizione socio - economica, culturale e quindi anche lavorativa.

Attualmente molti Rom, Sinti e Camminanti si trovano nella condizione di aver perso la possibilità di svolgere le tradizionali lavorazioni che da sempre li vedeva protagonisti. Contraddicendo il più tenace dei pregiudizi ricorrenti i Rom, Sinti e Camminanti sono, nella storia, comunità attive e laboriose. Produttori di beni materiali (utensili da cucina e agricoli, artigiani dei metalli, del legno, del vimine), allevatori di cavalli, giostrai, commercianti ecc. hanno da sempre saputo interagire con i bisogni dell’economia e della società nella quale si sono insediati.

La crisi dei “lavori” dei Rom, Sinti e Camminanti è un fatto “recente”, legato soprattutto alla trasformazione di un’economia rurale in un’economia industriale avanzata, in cui i rapidi e radicali cambiamenti sociali e la mancanza di un’adeguata istruzione scolastica e professionale hanno determinato una sempre maggiore emarginazione dei Rom, Sinti e Camminanti dai contesti produttivi e lavorativi.

Caratteristica prioritaria delle aree in cui sono inserite le comunità Rom, Sinte e Camminanti è quella legata alle periferie, spesso sprofondate in quel “cono d’ombra” in cui i fenomeni di emarginazione sono strettamente connessi alla mancanza di servizi, di attività sociali, educative e culturali, dove la disoccupazione giovanile raggiunge i più alti indici e le “nuove povertà” colpiscono ampi strati della popolazione.

Punte di disoccupazione elevate, forti sacche di analfabetismo, un’incompleta scolarizzazione, scarsa qualità di competenze e professionalità spendibili sul mercato del lavoro, hanno progressivamente aumentato il rischio di esclusione permanente per adulti e adolescenti Rom, Sinti e Camminanti sviluppando situazioni di emarginazione, comportamenti sociali a rischio, fenomeni di devianza.

Recuperare e attualizzare alcune forme lavorative (come ad esempio la compravendita, il recupero di materiali vari, il recupero di alcune attività tradizionali, la manutenzione di aree verdi e la gestione/manutenzione dei cosiddetti campi dove le comunità Rom/Sinte abitano) diventa quindi una scommessa decisiva per la possibilità di integrazione sociale di questo popolo.

    


 

Coop. Romano Pijats




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